mercoledì 12 agosto 2009

Emozioni Danzando



TRANCE DANCE

di Serena Forgittoni


Per ogni stella che brilla nell’Universo,

c’è un cuore danzante in ognuno di noi


Ci siamo ritrovati in una grande stanza, tutti insieme. Ad attenderci un impianto hi-fi.
Non è stato un problema per nessuno indossare le bende per gli occhi che ci era stato detto di portare con noi. Privarsi della funzione della vista permette di vedere con i nostri altri sensi; inoltre in questo modo è più facile sentirsi nel corpo e percepirne anche i più sottili movimenti.
La presenza corporea, fisica, è, nella Trance Dance, il punto di partenza per un viaggio attraverso spazio, tempo e oltre. Durante questo viaggio si esplorano molte dimensioni, alcune più familiari, altre meno note, altre del tutto nuove.
Immaginiamo il nostro cervello come una radio: emette e riceve informazioni, sintonizzandosi su una vasta gamma di frequenze. Il bello è che sta a ognuno di noi scegliere la stazione. In ogni singolo momento.
Questo non era affatto un mistero per i nostri antenati, che abitavano il pianeta trentamila anni fa: lo sapevano e provavano profonda gratitudine verso lo Spirito, che concedeva loro questa magica facoltà.
Ora sembra sia diventato un segreto, un arcano che non si può svelare a chiunque, una stranezza di cui aver paura…
In realtà l’unico evento da temere è perdere questo Potere.
Prima di andare oltre, vorrei soffermarmi su queste tre parole: Spirito, Respiro e Potere.
Che cos’è realmente questo Spirito?
Lo Spirito Santo dei cristiani? Quel fantasma che vive nei castelli abbandonati e fa cigolare le porte? Quella cosa, che nessuno ha mai visto, di cui si nutrono i monaci buddhisti e che li rende “spirituali”? Il liquido che sta dentro ai pennarelli? La boccetta che si può acquistare via Internet dal sito della nostra cartomante preferita?
… Se qualcuno avesse riconosciuto lo Spirito in una di queste opzioni, farebbe una cosa utile a tutti frequentando un seminario intensivo di Trance Dance.
Non pretendo certo di dare la definizione di Spirito, ma vorrei volentieri condividere il mio punto di vista. Secondo me lo Spirito è il minimo comune denominatore della nostra realtà vera, in tutto il suo dispiegarsi, sin dalla cosiddetta notte dei tempi, fino a noi oggi, qui e ora.
Ognuno di noi costruisce il proprio labirinto.
Con la Trance Dance ci addentriamo proprio lì, nei sentieri che di continuo creiamo; e poiché, inconsciamente, di continuo li modifichiamo, il risultato è sentirsi persi. Allora l’invito più intelligente che possiamo fare a noi stessi è: chiudi gli occhi e respira!
Due grandi inspirazioni dal naso, una grande espirazione dalla bocca, aperta. Per tre volte.
Via con la musica per dare inizio alla danza sacra!
Sacra vuol dire senza illusioni e senza giudizio.
A dirla così è facile ed entusiasmante… In effetti è proprio così, è la cosa più bella: esprimersi esattamente come si vuole!
Durante la mia giornata di trance dance, a un certo punto mi sembrava di essere tornata, col mio corpo di ora, a quei pomeriggi in cui il mio passatempo preferito era saltare sul letto all’infinito. Il pavimento di legno sotto i miei piedi si muoveva davvero come fosse un materasso, atterravo e rimbalzavo contenta!
E questo non è incredibile o surreale: la spiegazione sta nel fatto che tutto quello che abbiamo visto, sentito, fatto, detto, tutto ha trovato una sua collocazione nei meandri, spesso estremamente remoti, del nostro labirinto.
Il Respiro è un mezzo molto potente attraverso cui possiamo accedervi, il ponte che collega la nostra dimensione quotidiana e conosciuta a tutti gli altri mondi possibili: quando ci sintonizziamo su una frequenza diversa da quella a cui siamo abituati, nuove sinapsi si attivano a livello neuronale, cambiano le onde emesse dal cervello, quindi anche la nostra percezione della realtà. Ciò che succede, praticamente, è una destrutturazione dell’abituale organizzazione del sistema psico-motorio.
Destrutturare significa eliminare ciò che di superfluo e pesante condiziona il nostro comportamento.
A seguito di questo processo, nel labirinto si vengono a creare spazi vuoti che permettono alla mente di godere di un più ampio respiro: come quando si aumenta la RAM di un computer, tutti i processi cognitivi si velocizzano e le informazioni trovano la giusta localizzazione nella rete neuronale.
Poiché tutto ciò che ci circonda emette un campo magnetico, l’orientamento delle cariche dello spazio vuoto appare in una configurazione nuova, che vuota non può restare, per cui continua ad attivare onde, quindi a creare eventi.
A questo punto la coscienza avrà già operato un, seppur piccolo, salto quantico, per cui il nostro filtro percettivo delle frequenze sarà cambiato e saremo più consapevoli della stazione su cui ci stiamo sintonizzando.
Immersi nel nuovo stato di esistenza, non siamo a disagio, perché sentiamo che qualcosa ci è familiare: infatti lo scopo della Trance Dance è farci tornare a casa, in compagnia del nostro essere veri.
La combinazione del respiro consapevole e del movimento libero del corpo fa sì che la mente smetta di correre qua e là – si prende una vacanza …! – e di distrarre la nostra attenzione, così possiamo entrare in contatto più profondamente con le nostre emozioni.
Ogni tanto, danzando, mi è capitato di fissarmi con la volontà e voler muovere una parte del corpo per scioglierla. Ma se ci si mette troppo a pensare a quello che si sta facendo, a come ci si sta muovendo, si perde il contatto con la musica, il che non è un fatto negativo, ma fa parte anch’esso dell’esperienza della danza prolungata, offrendo l’opportunità di allenarsi nella sospensione del giudizio.
Non esistono modi assolutamente positivi o negativi di danzare: ciò che conta è l’intenzione con cui ci si muove: nella Trance Dance l’intenzione è stare con se stessi. Dunque non ci sono controindicazioni, né effetti collaterali, c’è solo da guadagnare: consapevolezza, emozioni e condivisione di uno spazio sacro con altre persone.
Per molti l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla vergogna, dalla paura di lasciarsi andare a movimenti inconsueti; per questo la benda agli occhi è molto utile, soprattutto all’inizio: noi non vediamo gli altri e gli altri non vedono noi.
In questo frangente succede una cosa che potremmo quasi definire magica: tutti si muovono e nessuno si scontra!
Spesso si dice che tramite la Trance Dance si accede al proprio Potere Personale.
Il Potere è qui inteso come capacità di agire consapevolmente per promuovere il benessere proprio e di tutti gli altri organismi. Non ha niente a che vedere con il potere inteso come tendenza dell’ego alla sopraffazione.
Dopo l’Era dei Maestri c’è l’Era del Sé, in cui ognuno può essere maestro di se stesso. Chi ci è già arrivato può facilitare il processo ad altri, che, a loro volta, trovando il proprio Potere, smettono di creare legami di dipendenza. Insieme si può contribuire ad armonizzare il campo di coscienza globale, planetario e trascendente.
Bisogna imparare a rispettare l’energia risvegliata dalla Trance Dance, perché, essendo una forza creatrice, così come può creare, può altrettanto facilmente distruggere.
Un discorso a parte andrebbe fatto riguardo a cosa si distrugge…, ma non se ne verrebbe a capo in breve…
Ricordiamoci sempre che danzando il proprio movimento, si danza il movimento cosmico…



Bibliografia:

Frank Natale, Trance dance, Ed. Era dell'acquario.

Sambro Marco Maria, Labirinti – Da Cnosso ai videogames, Roma, Castelvecchi, 2004).





Nessun commento:

Posta un commento