martedì 11 agosto 2009


BENESSERE E CONSAPEVOLEZZA


2006


La biografia diventa biologia

La metamedicina prende in considerazione il flusso di energia vitale che permea e attraversa il corpo umano e che ne determina lo stato di salute: ci spiega come la nostra biografia diventi la nostra biologia, ossia come le esperienze, i pensieri, i condizionamenti di ognuno, da entità astratte come ce le immagineremmo, prendano una forma materiale e tangibile nei nostri corpi. Ogni istante della vita viene registrato nella nostra memoria emozionale, come anche ogni giudizio che esprimiamo, e ogni atteggiamento che assumiamo diventa una fonte di potere (o energia) positivo o negativo: se le emozioni negative arrivano a prevalere su quelle positive si manifestano i sintomi della malattia. Ad esempio la depressione è una forma inconscia di perdita di energia; una stanchezza continua, permanente, a cui è legata la perdita di lucidità mentale ed emotiva, è il sintomo a livello energetico di un problema fisico: la maggior parte delle persone non vi danno peso perché è un fenomeno indolore, ma riconoscere questo messaggio e rispondervi nella fase energetica evita in molti casi lo sviluppo della malattia a livello fisico.
Il punto fondamentale del rapporto tra malattia e guarigione è il diventare consapevoli della responsabilità che ognuno ha nei confronti di se stesso e di tutto ciò che ci circonda e renderci attivi nell’operare sulla nostra energia. Infatti il semplice accettare a livello mentale che ogni elemento della nostra vita (storia personale, familiare, rapporti con gli altri, sistemi di credenze...) influisce sul nostro sistema chimico – biologico è la prima fase del processo di guarigione, dopodiché è necessario integrare questa verità a livello fisico, cellulare: crederci e fidarsi delle proprie intuizioni.
Più diventiamo consapevoli dell’impatto della nostra vita interiore – emozioni, pensieri, proiezioni – più viene meno la concezione di un dio-genitore esterno dal quale dipendiamo e siamo giudicati: accettiamo amorevolmente la responsabilità di co-creare la nostra vita e la nostra salute.
Un atteggiamento molto efficace per rafforzare la nostra energia è iniziare a vivere nel famoso “qui e ora”, perché l’energia è potere e proiettarla nel passato, indugiando su esperienze dolorose, indebolisce il corpo nel presente, favorendo lo sviluppo di patologie.
La fisica quantica ha confermato l’essenza vibrazionale alla base della vita: l’energia vitale, quindi, non è statica, ma cinetica, si muove, viaggia, attraversa spazio e tempo e crea situazioni, incontri ed occasioni.
Attraverso la metamedicina possiamo imparare a decifrare il linguaggio del nostro essere elettromagnetico e a riconoscere gli effetti dell’energia emotiva, passata e presente, sulla salute fisica. Questa è una grande occasione che abbiamo per guarire riequilibrando il nostro sistema energetico seguendo indicazioni che derivano da tradizioni antichissime,
liberandole dai dogmi con cui spesso sono arrivate fino a noi e che ci hanno impedito di coglierne la semplicità nonché l’efficacia.
Come scrive Larry Dossey nel suo Meaning and Medicine, dobbiamo praticare la “medicina del terzo millennio”, terapie che combinino l’approccio fisico e spirituale, olistico e allopatico, per vivere nella salute fisica ed emotiva.

Il potere personale è fondamentale per la salute

Secondo l’autrice di questo libro è importante e utile vedere il sistema energetico umano come espressione del potere personale, inteso come la capacità di generare energia interiore e risorse emotive: i nostri schemi mentali e i nostri modelli di comportamento, sia positivi che negativi, sono un’estensione del modo in cui definiamo, usiamo o non usiamo il potere.
Dobbiamo individuare e valorizzare la nostra saggezza e la nostra creatività in modo da alimentare la nostra autostima per non cadere nella trappola della dipendenza: molte persone che proiettano la propria identità su cose esterne o delegano il potere ad altri si ammalano nel momento in cui perdono quel qualcosa o qualcuno.
Imparare a decodificare il linguaggio dell’energia comporta entrare in una visione simbolica della vita e attraverso questi simboli possiamo valutare le nostre dinamiche di potere, potendo fidarci della veridicità delle informazioni trasmesse dall’energia.
Caroline Myss ci dà alcuni utili suggerimenti per entrare in sintonia con la nostra saggezza interiore:
- interpretare in modo simbolico le sfide che la vita ci lancia; cercare di capire cosa ci fa perdere potere e in quale parte del corpo avvertiamo questa perdita, osservando i cambiamenti delle nostre attività biologiche e spirituali. Bisogna fare attenzione a non cadere nella trappola dell’illusione che ci porta a dare la responsabilità della nostra perdita ad un’altra persona, in quanto l’altro è sempre un riflesso di una parte di noi stessi, ed è qui che dobbiamo lavorare;
- pensare a noi stessi come esseri energetici (la biografia diventa biologia);
- fare esercizi di ascolto della nostra energia, percorrendo con l’attenzione il nostro corpo per individuare dove si localizzano le tensioni;
- se si avverte una carenza energetica è utile concentrarsi sulle cose essenziali che possono aiutarci a recuperare forza;
- fare riferimento alle “sette verità sacre” e organizzare il processo di guarigione interiore intorno all’apprendimento di quella verità che in quel momento vuole manifestarsi alla nostra coscienza;
- non crogiolarsi nei propri problemi, perché il vittimismo può solo peggiorare la nostra condizione;
- sostenere il corpo fisico con esercizi, sana alimentazione e medicine appropriate per il momento; e il corpo energetico con sentimenti positivi (ad esempio perdonando qualcuno verso cui nutriamo rancore, o portare a conclusione questioni rimaste in sospeso, o, ancora, mettere fine a situazioni non più compatibili con il nostro cammino);
- rendersi conto se il fatto di guarire ci spaventa ancor di più della malattia stessa;
- semplificare le nostre vite e individuare l’essenziale;
- capire che solo noi possiamo renderci felici, non affidare a nessun altro questo compito;
- imparare qualcosa da ogni esperienza, visto che niente di ciò che dobbiamo affrontare è inutile, ma ogni situazione contiene un messaggio per la nostra crescita;
- imparare a seguire il flusso del cambiamento invece di opporvi resistenza, visto che l’unica cosa che nel mondo non cambia è il cambiamento.


Fatti a immagine di Dio

La domanda più importante che ognuno di noi si è sempre posto nel corso della storia riguarda lo scopo che un individuo ha nella vita.
Proprio per trovare una soluzione a questo grande interrogativo, molti di noi hanno intrapreso un cammino spirituale.
La prospettiva olistica ci insegna che esistono corrispondenze non trascurabili tra microcosmo e macrocosmo.
“Anatomia dello spirito” delinea un interessante modo di comprendere i sette centri energetici principali del corpo umano, combinando i concetti di “potere” delle tradizioni ebraica, cristiana, indù e buddhista, che convergono in sette verità spirituali universali: presenta un parallelismo simbolico tra i sette chakra, i sette sacramenti e l’albero della vita della cabala, con le sue sefirot.
Le sette verità sacre che queste tradizioni condividono sono alla base del nostro potere spirituale e ci indicano come dirigere la forza vitale che attraversa i nostri sistemi: di fatto noi incarniamo queste verità nei sette centri di potere. Le possiamo considerare come una mappa per il viaggio della vita impressa nella nostra conformazione fisica.
E’ molto bello comprendere il messaggio espresso nel libro della Genesi con la frase “Adamo fu creato a immagine di Dio”: significa che le persone sono “copie” energetiche di un potere divino, un sistema di sette energie primarie di cui dobbiamo esplorare e sviluppare la verità attraverso l’esperienza che è la vita: la nostra missione spirituale consiste nell’imparare ad equilibrare le energie del corpo e dell’anima, del pensiero e dell’azione.
Vedere i propri problemi all’interno di una cornice spirituale attribuisce un significato e uno scopo alle crisi: le malattie aiutano a capire se stiamo usando in modo corretto o meno il nostro potere personale e se stiamo dando il giusto orientamento al nostro spirito; il nostro corpo contiene un sistema immanente per la guarigione.
La sorgente di coscienza dell’uomo è considerata divina dalla maggior parte delle tradizioni religiose e culturali, dall’antica Grecia all’induismo, dalla tradizione cinese a quella maya; nella tradizione orientale la giustizia divina è la legge del karma, in quella cristiana si evince dai precetti evangelici (recuperati nel loro significato originale).


Il potere simbolico dei sette chakra

Il sistema dei chakra è una descrizione archetipica della maturazione individuale attraverso sette stadi distinti, ognuno dei quali porta in sé una lezione di vita spirituale universale.
Questi centri energetici sono allineati in verticale, dalla base della colonna vertebrale alla sommità della testa: tale disposizione suggerisce, o conferma, la direzione ascendente verso il divino.
Quando una persona arriva a dominare l’energia di un chakra acquisisce una conoscenza di sé che diventa parte integrante del suo spirito che la fa progredire lungo il percorso verso la consapevolezza spirituale, il classico “viaggio dell’eroe”.
La malattia deriva da una gestione inconsapevole dell’energia dei chakra.
Le lezioni di vita che i chakra rappresentano possono così essere riassunte:
1° chakra: lezioni relative al mondo materiale
2° chakra: lezioni relative alla sessualità, al lavoro, al desiderio fisico
3° chakra: lezioni relative all’ego, alla personalità e all’autostima
4° chakra: lezioni relative all’amore, al perdono, alla compassione
5° chakra: lezioni relative alla volontà e all’espressione del sé
6° chakra: lezioni relative alla mente, all’intuizione, all’introspezione, alla saggezza
7° chakra: lezioni relative alla spiritualità.


Il potere simbolico dei sette sacramenti cristiani

Dal punto di vista simbolico il significato dei sacramenti cristiani ha una chiara corrispondenza con quello dei chakra.
I sacramenti sono legati a cerimonie sacre in cui l’individuo acquisisce specifiche qualità di grazia, o energia, divina.
Sono anche concreti nell’indicare ciò che dobbiamo fare nei momenti cruciali della vita per accettare la responsabilità personale richiesta dalla maturità spirituale; rappresentano il potere che dobbiamo dare e quello che dobbiamo ricevere dagli altri.
Queste tappe possono essere così schematizzate:
Battesimo: rappresenta la gratitudine per la vita nel mondo fisico (non solo quella del bambino, ma anche quella dei genitori)
Eucarestia: rappresenta l’unione sacra con Dio e con tutti gli altri esseri umani
Cresima: rappresenta l’accrescimento dell’individualità e dell’autostima
Penitenza: rappresenta la purificazione dello spirito da atti di volontà negativi
Matrimonio: rappresenta il riconoscimento e il rispetto del fondamentale bisogno di amore e cura di sé, allo scopo di poter amare pienamente un’altra persona
Ordine: rappresenta il desiderio di rendere sacro il proprio cammino di servizio
Estrema unzione: rappresenta la conclusione delle questioni irrisolte durante tutta una vita, permettendo alla persona di essere nel tempo presente.


Il potere simbolico delle dieci sefirot

L’albero della vita della cabala è composto da dieci sefirot, che descrivono altrettante qualità della natura divina: poiché tre di esse sono accoppiate ad altre tre, i livelli complessivi sono anche qui sette.
Le sefirot sono interpretate sia come l’essenza di Dio sia come il cammino mediante cui l’uomo può tornare a Dio.
Nella rappresentazione le radici dell’albero sono verso il cielo, a simboleggiare il percorso con cui Dio creò l’uomo a propria immagine: in questo caso le sefirot sono disposte (e questa è l’unica differenza rispetto ai chakra ed ai sacramenti) in ordine decrescente a partire dalla sommità dell’albero.
I nomi più comunemente usati per le sefirot – e il loro significato simbolico – sono, in breve, i seguenti:
Keter: è la parte del divino che induce la manifestazione fisica.
Coppia Hokhmah – Binah:
Hokhman: saggezza, punto di contatto tra la mente divina e il pensiero umano;
è caratterizzata da un tono maschile, bilanciato dalla sua controparte.
Binah: comprensione ed intelligenza di Dio, la Madre divina, l’utero che predispone alla nascita.
Coppia Hesed – Gevurah:
Hesed: amore, misericordia, grandiosità divina (braccio destro di Dio)
Gevurah: potere, giudizio e punizione divini (braccio sinistro di Dio)
Tif ’eret: compassione, armonia, bellezza (il cuore dell’albero, di Dio)
Coppia Nezah – Hod: sono anche la sorgente della capacità profetica:
Nezah: forza di Dio (gamba destra di Dio)
Hod: grandezza di Dio (gamba sinistra di Dio)
Yesod: la forza procreatrice di Dio, che immerge l’energia nella forma fisica
(il fallo di Dio)
Shekinah: il femminile, la forza vitale radicata, fonte di nutrimento per tutto ciò che vive; controbilancia il maschile di Yesod.
Quando Tif ’eret e Shekinah sono unite l’anima si risveglia e inizia il viaggio mistico.
Anche le sefirot rispecchiano una mappa dell’evoluzione spirituale umana e individuale.


Punti di incontro

Queste tradizioni spirituali e i princìpi della metamedicina hanno in comune tre verità:
1. Indirizzare in modo sbagliato, o inconsapevole, il potere dello spirito genera conseguenze sul corpo e sulla vita.
2. Ogni essere umano deve affrontare una serie di sfide che si presentano sotto forma di disintegrazione del potere fisico (perdita di salute, di denaro, di potere materiale); queste prove spingono le persone a dare un significato più profondo alle proprie esperienze.
3. Per stabilire il proprio equilibrio è necessario tornare al momento presente.
In tutte e tre le tradizioni il mondo fisico è visto come al servizio dell’evoluzione del nostro spirito; le prove che ci si presentano seguono uno schema ben preciso, che paradossalmente chiamiamo “caso”.


Le sette verità sacre
Quelle che seguono sono le sette verità sacre che si possono desumere dalle tradizioni qui prese in esame. Le prime tre riguardano il potere esterno, le successive quattro il potere interiore dell’essere umano.
Ad ogni verità corrisponde un punto di fusione tra chakra, sacramenti e sefirot.

1. 1° chakra (Muladhara) – Battesimo – Shekinah: Tutto è Uno.
2. 2° chakra (Svadhisthana) – Eucarestia – Yesod: Onora il tuo prossimo.
3. 3° chakra (Manipura) – Cresima – Hod/Nezah: Onora te stesso.
4. 4° chakra (Anahata) – Matrimonio – Tif’ eret: L’amore è il potere divino.
5. 5° chakra (Vishudda) – Penitenza – Hesed/Gevurah: Rimetti la volontà personale alla volontà divina.
6. 6° chakra (Ajna) – Ordine – Binah/Hokhmah: Ricerca solo la verità.
7. 7°chakra (Sahasrara) – Estrema unzione – Keter: Vivi nel momento presente.



Al momento della nascita già conosciamo queste sette verità sacre, ne siamo una versione biologica; anche se passano a livello inconscio, prima o poi si risvegliano in noi e iniziamo a percepirle, crescendo ne comprendiamo in modo sempre più chiaro e profondo il contenuto e diventiamo sempre più capaci di interpretare il loro contenuto simbolico e archetipico. Mentre l’interpretazione letterale genera separazione, quella simbolica ci unisce:impariamo la visione simbolica rivolgendo l’attenzione al nostro mondo interiore e qui scopriamo, o riscopriamo, che siamo tutti uguali e affrontiamo tutti le stesse sfide spirituali.
Ancora una volta la prospettiva olistica vince.


Bibliografia:
Caroline Myss, Anatomia dello Spirito - I sette livelli del potere personale.

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